Museo Archeologico Nazionale
L'edificio che ospita il
Museo Archeologico Nazionale, è uno dei maggiori palazzi monumentali di Napoli.
Inizialmente fu ideato come scuola di equitazione, ma nel 1612 venne trasformato in Palazzo degli Studi Pubblici.
Nel 1615, divenne sede dell'università, o degli Studi Regi, fino al 1777.
Da quella data, si cominciò a trasformare il palazzo in museo.
Vennero unificati i due preesistenti musei di Capodimonte e l'Ercolanese di Portici.
Dieci anni dopo fu denominato "Real Museo Borbonico".
Nel 1860, con l'Unità d'Italia, il Museo Borbonico divenne di proprietà dello Stato e assunse il nome di Museo Nazionale.
Nella seconda metà dell'800 l'archeologo Giuseppe Fiorelli cominciò la riorganizzazione delle numerose collezioni del Museo, proponendola in dieci sezioni espositive.
Altri direttori effettuarono ulteriori modifiche di riorganizzazione espositiva e a loro si devono l'attuale sistemazione delle collezioni.
Dal 1957 il Museo è stato destinato a Museo Archeologico con solo raccolte di antichità, venendo a costituirsi di tre-quattro nuclei principali, quali: la Collezione Farnese; le collezioni pompeiane; altri reperti facenti parte di collezioni minori e reperti provenienti da scavi effettuati nell'area di competenza della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta.